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sabato 16 gennaio 2016

Fairy Tail su Rai 4: Il ritorno degli anime in TV (che i fan non meritano)?

by Cloud

Noi di Timber Maniacs vi abbiamo spesso invitati a seguire gli anime in TV, in particolare su Rai 4 che con il suo Anime Thursday era l'unica a trasmettere serie nuove sulla TV in chiaro. Ultimamente però, con il prendere piede sempre maggiore di piattaforme online come il canale YouTube di Yamato o VVVVID, per cui stanno anche doppiando anime nuovi in italiano (tipo quella figata di One Punch Man), la TV sembrerebbe ormai essere uno strumento superato per la diffusione di nuovi anime. 
Specialmente all'orario assurdo in cui andava in onda l'anime Thursday di Rai 4, poi, ora che hanno messo L'Attacco dei Giganti doppiato in italiano sempre su VVVVID, non c'era veramente più motivo di seguirlo in TV. 

Questo discorso vale però per chi come noi è già un appassionato e vuole andarsi a cercare il modo di vedere una serie. Provate piuttosto a ricordare: come avete scoperto Dragon Ball, o altri anime che vi piacevano da bambini/ragazzini? Molto probabilmente guardandoli in TV all'ora di pranzo o di merenda. Ed è questo che i tizi di Rai 4 hanno finalmente capito, nel mandare in onda Fairy Tail: bisogna metterlo ad un orario accessibile, ossia le 14:30 (che per la maggior parte dei bambini/ragazzi è l'orario in cui tornano a casa da scuola).

La stessa scelta di trasmettere Fairy Tail è azzeccata, in quanto si tratta di uno degli ultimi shonen con una trasposizione animata bella lunga (purtroppo è da un po' di tempo che gli anime diventano sempre più corti, un po' perché non ci sono nuove serie sufficientemente di successo da ricevere un trattamento simile, un po' perché hanno sempre meno voglia di scommettere su nuovi nomi), nonché di una serie dall'atmosfera leggera, totalmente basata sull'intrattenimento, ideale da guardare in un momento di distensione come l'ora di pranzo. Anche il modo di mandare in onda gli episodi è azzeccatissimo. Ogni giorno viene mandata in onda la seconda puntata del giorno prima e quella successiva. Così, uno può scegliere se guardarne ogni giorno solo una, se guardarlo un giorno sì e un giorno no, o semplicemente guardarlo quando può senza rischiare troppo di rimanere indietro. 

 E ultima nella serie di scelte geniali, le sigle originali tradotte in italiano. Se si vuole rendere un prodotto accessibile a un grande pubblico, per giunta di ragazzini che non conoscono gli anime e che vuoi rendere appassionati al media, le sigle in giapponese rischiano di rendere il tutto troppo poco accessibile. Per questo, il tradurre in italiano le opening ed ending è il giusto compromesso tra fedeltà e accessibilità.

Ma andiamo al punto per cui mi sono messo a scrivere questo articolo: come al solito la gente è idiota, e nonostante Rai 4 abbia praticamente fatto quanto di meglio potesse per trasmettere un anime che potesse essere di facile visione e adatto a far appassionare nuovi ragazzini all'animazione giapponese (in pratica quel che faceva Mediaset negli anni d'oro ma in meglio, senza censure e con una maggiore fedeltà), sul web sono piovute lamentele di ogni tipo, che dividerò in due categorie e ridicolizzerò a turno, in quanto ugualmente patetiche e basate non sulla ragione ma sul pregiudizio: